Cotta All Grain in 3 giorni

Una delle cause che frenano i birrificatori casalinghi dal passaggio al metodo All Grain è il tempo. Una cotta ti porta via inevitabilmente più di mezza giornata, se si producono volumi considerevoli anche una giornata intera.

Non di rado ho letto di HomeBrewers che dividono la cotta in due tranche, cioè, dopo aver fatto l’ammostamento e il filtraggio, procedono con la bollitura il giorno successivo.

Fino ad ora, per guadagnare qualche minuto, ho sempre macinato i grani il giorno prima. A questo punto mi sono detto, se devo fare questa prova, tanto vale spalmare la cotta in 3 giorni.

Ricapitolando:

giorno 1 – macinatura e preparazione del pentolame

 

1745927788.jpg

 

giorno 2 – ammostamento e risciacquo delle trebbie

 

29-04-11_2053.jpg29-04-11_2200.jpg29-04-11_2242.jpg

giorno 3 – bollitura, raffreddamento e inoculo

 

30-04-11_0854.jpg30-04-11_1000.jpg

30-04-11_1109.jpg30-04-11_1143.jpg

Il dubbio più assilante rigurda il dover lasciare l’estratto di malto in balia di aria, batteri e lieviti selvaggi. Da non sottovalutare anche la possibilità che qualche enzima sia sopravvissuto al mash out e che durante la pausa continui a lavorare modificando la composizione degli zuccheri. Il rischio di contaminazione è sicuramente legato all’ambiente in cui si birrifica e si lascia l’estratto a riposare; una cucina o una cantina in cui ci sono altri alimenti o si fa preparazione di cibi sono probabilmente ambienti a rischio più elevato rispetto ad una soffitta vuota e disabitata. In ogni modo, una eventuale contaminazione verrebbe scongiurata dalla bollitura, tuttavia andrebbe a modificare la composizione del mosto. Anche quì è sicuramente consigliebile fare l’ammostamento in serata e la bollitura il mattino seguente per ridurre al minimo le ore in cui il mosto è vulnerabile.

Un altro aspetto che spesso viene tirato in ballo è l’ossidazione. Non avendo messo il luppolo ovviamente non avremo alterazioni degli aromi del luppolo, tuttavia l’estratto di malto potrebbe ossidarsi… c’è chi dice che l’ossidazione potrebbe aumentare la torbidità, chi dice che ci può essere lo scurimento di un mosto chiaro, chi dice che potrebbero esserci delle variazioni in termini di gusto.

La cotta l’ho fatta un paio di settimane fa e tra qualche giorno sarà ora di imbottigliare la birra, staremo a vedere i risultati.

 

George Washington, un presidente birraio

Per festeggiare il centenario della “New Yok Public Library”, il 23 maggio prossimo, la Coney Island Brewing Company ha prodotto una birra seguendo la ricetta personale del Primo Presidente degli Stati Uniti d’America George Washington. La birra si chiama Fortitude’s Founding Father Brew.

La ricetta fu scritta a mano proprio da George Washington quando era militare in Virginia e come ingredienti prevede: crusca, luppolo, lievito e melassa.

george_1888295c.jpg

“To Make Small Beer

Take a large Siffer [Sifter] full of Bran Hops to your Taste. — Boil these 3 hours then strain out 30 Gall[ons] into a cooler put in 3 Gall[ons] Molasses while the Beer is Scalding hot or rather draw the Melasses into the cooler & St[r]ain the Beer on it while boiling Hot. let this stand till it is little more than Blood warm then put in a quart of Yea[s]t if the Weather is very Cold cover it over with a Blank[et] & let it Work in the Cooler 24 hours then put it into the Cask — leave the bung open till it is almost don[e] Working — Bottle it that day Week it was Brewed.”

 

fonte:

http://www.beerhistory.com/library/holdings/washingtonrecipe.shtml

http://www.beerhistory.com/library/holdings/washingtonbeerlover.shtml

http://nypl.tumblr.com/post/5194250128/nypl-and-coney-island-brewing-company-create-george

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/northamerica/usa/8495680/George-Washingtons-beer-recipe.html

 

Anche Thomas Jefferson era un HomeBrewer. Chissà? magari anche Roosevelt e Lincoln…

Mountrushmore.jpg