Cotta All Grain in 3 giorni

Una delle cause che frenano i birrificatori casalinghi dal passaggio al metodo All Grain è il tempo. Una cotta ti porta via inevitabilmente più di mezza giornata, se si producono volumi considerevoli anche una giornata intera.

Non di rado ho letto di HomeBrewers che dividono la cotta in due tranche, cioè, dopo aver fatto l’ammostamento e il filtraggio, procedono con la bollitura il giorno successivo.

Fino ad ora, per guadagnare qualche minuto, ho sempre macinato i grani il giorno prima. A questo punto mi sono detto, se devo fare questa prova, tanto vale spalmare la cotta in 3 giorni.

Ricapitolando:

giorno 1 – macinatura e preparazione del pentolame

 

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giorno 2 – ammostamento e risciacquo delle trebbie

 

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giorno 3 – bollitura, raffreddamento e inoculo

 

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Il dubbio più assilante rigurda il dover lasciare l’estratto di malto in balia di aria, batteri e lieviti selvaggi. Da non sottovalutare anche la possibilità che qualche enzima sia sopravvissuto al mash out e che durante la pausa continui a lavorare modificando la composizione degli zuccheri. Il rischio di contaminazione è sicuramente legato all’ambiente in cui si birrifica e si lascia l’estratto a riposare; una cucina o una cantina in cui ci sono altri alimenti o si fa preparazione di cibi sono probabilmente ambienti a rischio più elevato rispetto ad una soffitta vuota e disabitata. In ogni modo, una eventuale contaminazione verrebbe scongiurata dalla bollitura, tuttavia andrebbe a modificare la composizione del mosto. Anche quì è sicuramente consigliebile fare l’ammostamento in serata e la bollitura il mattino seguente per ridurre al minimo le ore in cui il mosto è vulnerabile.

Un altro aspetto che spesso viene tirato in ballo è l’ossidazione. Non avendo messo il luppolo ovviamente non avremo alterazioni degli aromi del luppolo, tuttavia l’estratto di malto potrebbe ossidarsi… c’è chi dice che l’ossidazione potrebbe aumentare la torbidità, chi dice che ci può essere lo scurimento di un mosto chiaro, chi dice che potrebbero esserci delle variazioni in termini di gusto.

La cotta l’ho fatta un paio di settimane fa e tra qualche giorno sarà ora di imbottigliare la birra, staremo a vedere i risultati.

 

Modifiche alla macchina per la pasta modificata!

Prendendo spunto da questo interessante articolo di AreaBirra (rinnovo i complimenti all’autore del giocattolo semiprofessionale):

http://www.areabirra.it/italian/articolo_tecniche_homebrewing.php?idnews=15

ho fatto delle semplici modifiche alla tramoggia del mulino.

Effettivamente con un imbuto, tipo crankandstein, i grani si concentrano al centro dei rulli evitando così che qualcuno si dia alla fuga dai lati.

Qualche mese fa avevo anche allargato il buco di uscita dei grani sotto la base del mulino e posizionato dei tasselli che fanno da fermo per il contenitore di raccolta.

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