BIRRA È SALUTE

healt beer

Tentando di contrastare gli attacchi denigratori che la birra ha subito nel corso degli anni, questa volta illustreremo alcuni dei più importanti meriti che gli studi scientifici le attribuiscono.

Molti forse non sanno che la birra viene considerata dagli studiosi di antropologia come la bevanda che più di ogni altra cosa ha contribuito all’evoluzione e alla civilizzazione della razza umana.

In principio i nostri antenati preistorici erano dei cacciatori nomadi e solo successivamente scoprirono i cereali. L’orzo, per la sua resistenza agli agenti esterni e la sua adattabilità climatica, si trovava facilmente a diverse latitudini della sfera terrestre, e risultò quindi il cereale più facile da coltivare e di conseguenza il più diffuso. Questo segnò un passo epocale verso la civiltà, un grosso cambiamento nello stile di vita degli uomini dell’epoca. Per coltivare l’orzo infatti, gli uomini primitivi dovettero stanziarsi e creare dei villaggi. Con l’orzo venivano prodotti degli impasti che servivano per la panificazione. La birra dell’epoca non era altro che un impasto molto liquido lasciato fermentare spontaneamente (Pane Liquido).

Sicuramente tutti ricorderemo che sui libri di storia abbiamo studiato l’importanza che le civiltà mesopotaniche e gli egizi attribuivano alla birra: la consideravano una bevanda divina, la usavano come salario per gli operai, veniva consumata da Re e Faraoni, veniva offerta in dono agli dei.

Nel corso dei secoli la birra si è evoluta nel sapore e nei processi di produzione; questo ha permesso di fare scoperte importanti al genere umano, sia nel campo della microbiologia sia in campo tecnologico. Un altro aspetto che non deve essere assolutamente sottovalutato è quello socializzante. La birra ha da sempre trasmesso un’immagine festosa e quindi ha favorito la nascita di interazioni sociali tra gli individui che la consumavano, contribuendo di fatto ad agevolare il progresso della civiltà umana dalla preistoria fino ai nostri giorni.

In molti non sanno che la birra, consumata in maniera moderata (altrimenti gli effetti diventano deleteri), apporta notevoli giovamenti al nostro organismo. Proviamo ad illustrarne alcuni.

Innanzitutto il luppolo: è una vera e propria pianta miracolosa. Le inflorescenze femminili che vengono usate per amaricare la birra contengono svariate molecole antiossidanti (Flavonoidi, tra cui lo Xantumolo). Questi polifenoli hanno effetti positivi contro l’invecchiamento e sono utili per la prevenzione di diverse patologie tumorali. Recenti studi attribuiscono all’Umulone (altra sostanza contenuta nel luppolo) proprietà antivirali, utili a combattere il raffreddore; ricordiamo che il luppolo viene usato nella birra oltre che per le sue note aromatiche anche come conservante naturale per le sue proprietà antibatteriche. Il luppolo ha anche proprietà: sedative, digestive, diuretiche, antinfiammatorie, calmanti …e qualcuno dice anche afrodisiache!

La birra è anche una grossa fonte di silicio. Questo elemento risulta essere un potente nutriente per i tessuti connettivi ed in modo particolare per le nostre ossa. Il silicio oltre a rafforzare le ossa è utile anche per prevenire patologie ossee. Recenti studi affermano che la birra consumata con costanza e con dosi moderate è un rimedio efficace per combattere l’osteoporosi garantendo livelli ottimali di densità minerale ossea.

Altro fattore positivo è dato dall’alcool contenuto nelle bevande fermentate. L’alcool contenuto nella birra, consumato in modo intelligente, può offrire protezione contro le malattie cardiovascolari. L’etanolo e i polifenoli contenuti nelle bevande fermentate agiscono in maniera positiva sul nostro cuore. Si attestano benefici anche per il sistema immunitario e su complicanze derivanti dal diabete di tipo 2. Inoltre gli effetti antinfiammatori della birra diminuiscono la concentrazione della proteina C-reattiva nel nostro organismo e aumentano le concentrazioni del colesterolo buono HDL.

Un consumo moderato di birra riduce anche il rischio di attacchi ischemici (Ictus Celebrale) e di malattie che sfociano nella demenza degenerativa invalidante (Morbo di Alzheimer). L’assunzione di alcool in piccole dosi aiuta il cervello a lavorare meglio, migliorando anche le funzioni cognitive in soggetti sani. Negli USA sono stati fatti dei test su individui astemi e bevitori moderati; i secondi hanno ottenuto punteggi maggiori.

Le birre artigianali, a differenza delle birre industriali, non sono pastorizzate e contengono lieviti in sospensione. Come molti sapranno, il lievito è una ricca fonte di vitamine del gruppo B (compreso l’acido folico), quindi hanno un’azione positiva sul sistema nervoso, sulla cute, sui capelli e sulle unghie.

Gli zuccheri residui che troviamo nella birra sono zuccheri complessi che il lievito non riesce a metabolizzare, il malto-destrine. Le destrine hanno il merito di poter nutrire l’organismo umano per lunghi periodi di tempo perché la scissione delle destrine in zuccheri semplici avviene in modo lento, liberando gradualmente sostanze energetiche nel corpo umano. Chi pratica sport conoscerà il malto-destrine perché è alla base di molti integratori energetici. Non dimentichiamo poi che la birra, con il suo mix di sali minerali, di zuccheri complessi e di molecole antinfiammatorie-antiossidanti è stata da sempre usata dagli atleti come integratore dopo le attività agonistiche.

E’ notizia recente che due ricercatori dell’Università di Urbino hanno brevettato una cura contro i tumori attraverso due molecole ricavate dal malto (malten, maltonis) che sarebbero in grado di ridurre le masse tumorali distruggendo le cellule cancerose.

Tutti questi benefici in una birra non pastorizzata sono certamente di gran lunga più efficaci. Con la pastorizzazione molti elementi vengono letteralmente annientati. Possiamo quindi concludere dicendo: “Bevete in modo intelligente, bevete meglio, bevete Birra Artigianale!

Formaggio Fritto pastellato con la Birra

Dopo un lungo periodo di silenzio torno a proporre una nuova ricetta culinaria Fast and Furious che ho sperimentato qualche settimana fa, a base di birra artigianale fatta in casa; una rivisitazione del cacio fritto.

La ricetta tradizionale prevede l’infarinatura delle fette di formaggio e il passaggio nell’uovo sbattuto prima della frittura. Invece io ho stravolto tutto tuffando le fette di formaggio in una pastella a base farina e birra.

Il formaggio deve avere una stagionatura intermedia, potete usare una caciotta di mucca o di pecora secondo i vostri gusti.

La birra deve essere di carattere, cioè deve avere una bella impronta data dal luppolo e dal lievito (usiamo anche il sedimento che sta sul fondo della bottiglia), altrimenti la grassezza del formaggio prevarrà e sentiremo ben poco.

Altra raccomandazione, la pastella deve essere molto densa e molto fredda per contenere il formaggio e favorire la formazione di una camicia di un certo spessore e “croccantezza”.

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Vietato scrivere Birra Artigianale

Di solito su questo mio personalissimo blog scrivo solo dei miei esperimenti sulla birra fatta in casa, tuttavia ritengo sia doveroso dare spazio a questa triste notizia.

Il Birrificio Almond22 è stato multato per aver scritto sulle etichette “Birra Artigianale”.

Non ci vuole certo un genio per capire che c’è stato eccesso di zelo da parte del funzionario che ha impartito la sanzione, visto l’uso e l’abuso che si fa del termine “birra artigianale” oramai da anni. Come se non bastasse, il Birraio del birrificio Almond 22, Jurij Ferri, è proprio un artigiano.

Detto questo, un funzionario pubblico, tra le innumerevoli frodi che ci sono nel campo alimentare, non ha proprio niente di meglio da fare che andare ad interpretare una norma obsoleta per andare a sanzionare un onesto professionista che, orgoglioso del suo essere artigiano, lo mette per inciso in etichetta sotto il logo aziendale e non tra le indicazioni dell’etichetta?

Giudicate voi

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Considerazioni personali: la scritta “birra artigianale” si trova appena sotto il logo aziendale e non tra le indicazioni di etichetta (scadenza, lotto, vol%, cl, ecc ecc), quindi la locuzione “birra artigianale” non si riferisce al contenuto della bottiglia ma all’azienda.